Puglia apripista per le reti d’impresa

 

Pubblicato sabato 20 Febbraio 2010

su Il Sole 24 Ore

 

Puglia-apripista-per-le-reti-d'impresa

Puglia apripista per le reti d’impresa

Due esempi su tutti: una rete di monitoraggio delle fonti di inquinamento urbano e poi la “casa del futuro”. Nell’uno e nell’altro vi sono imprese in rete che si cercano e si integrano. Così per il monitoraggio con centraline che controllano il traffico cittadino grazie ad una rete di sensori a basso costo, progetto in cui sono impegnate tra le altri, la Matrix di Conversano, nel Barese, che elabora il software, l’Enea (azionista di controllo del Cetma di Brindisi, centro di ricerche sui materiali, giunto al 15° anno di attività) con i nano tubi di carbonio e Igeam (sedi in Liguria e a Brindisi) con 100 ingegneri impegnati su questo e altri progetti di ricerca sparsi in tutta Italia. E ancora un progetto per la “casa del futuro” in cui combinare la nuova concezione della vita domestica, con elettrodomestici che “parlano” con una consolle, le fonti rinnovabili e la domotica per il controllo automatico di tutte le utenze. Anche questo è un progetto in rete tra i marchigiani di Indesit, Ariston, il Cetma di Brindisi, il Sant’Anna di Pisa e la barese Matrix, tutti impegnati in una ricerca innovativa da 10 milioni di euro finanziata anche dal ministero dello Sviluppo economico.

Due esempi, tra i tanti, di collaborazione fra imprese, fra piccole e medie imprese, per recuperare efficienza organizzativa e reagire così alla crisi. Una “strategia della rete ” in cui ottimizzare i costi, ridurre le diseconomie, condividere informazioni. Di qui Rete imprese, attraverso cui Confindustria si propone di cogliere le opportunità offerte dal contratto di rete, che stimola l’integrazione e supera i limiti geografici tra aziende.

<<E’ un altro modo di innovare>>, spiega Giancarlo Losma, presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, a Bari per il Salone biennale del settore che si chiuderà domenica alla Fiera del Levante. <<E’ innovazione anche la rete di imprese per abbassare i costi, raggiungere traguardi più ambiziosi e ottenere vantaggi strategici ottimizzando i costi di acquisto e quelli di ricerca e sviluppo, oltre che ottenere rapporti diversi con le banche per finanziamenti nazionali e internazionali a condizioni più vantaggiose>>. La scommessa sui nuovi mercati, soprattutto su quelli su quelli in cui la ripresa è già iniziata, come Cina, India e Sud America, è legata a <<idee chiare sugli investimenti assolutamente necessari per essere competitivi>>. E tra le idee chiare vi è anche l’integrazione. Vista dalla Puglia, dalla Regione che ha fatto da battistrada con una legge regionale cui distretti produttivi imitata un po’ dovunque, l’aggregazione è una scelta praticata da tempo. Anzi. <<La rete è l’evoluzione ulteriore dei distretti>>, spiega Michele Vinci, che guida la Masmec, azienda barese di automotive che fa parte, con altre dieci tra imprese e università, del distretto pugliese della meccatronica. <<Abbiamo davanti un periodo complesso e con la rete possiamo resistere e ripartire agganciando la ripresa>>. Sui progetti di integrazione tra imprese Confindustria è impegnata con forza. <<Mettersi insieme-ha detto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria,-è fondamentale per fare ricerca, innovazione, attivare gruppi di acquisto e cercare nuovi canali di sbocco>>.